Hai mai sognato di immergerti in un’avventura di cinque giorni tra antiche strade romane, boschi incantati e colline senza fine, fino a raggiungere Firenze? Questa è la Via degli Dei, un percorso di circa 130km che, partendo da Piazza Maggiore a Bologna, attraversa l’Appennino Tosco-Emiliano, terminando in Piazza della Signoria a Firenze. Noi l’abbiamo percorsa, zaino in spalla e scarpe da trekking ai piedi.
In questo articolo vi guiderò attraverso il mio itinerario e vi darò dei consigli per partire super preparati. Pronti? In marcia!
GIORNO 1: Bologna, Piazza Maggiore – Brento (31 km)
Anche se molti partono dal Santuario di San Luca, la vera partenza della Via degli Dei è Piazza Maggiore, quindi, facciamo le cose per bene: Piazza Maggiore sia!

Lasciamo la famosa piazza bolognese e ci incamminiamo lungo via d’Azeglio, superando la casa di Lucio Dalla e arrivando, con un paio di svolte, all’Arco del Meloncello. Qui inizia il portico più lungo al mondo che conduce fino al Santuario di San Luca. La vista in cima al portico toglie il fiato (o sono gli scalini del santuario a farlo?) e ci ritroviamo ad ammirare Bologna alle nostre spalle e le colline che ci ospiteranno per i prossimi 5 giorni di fronte a noi.
After passing the sanctuary, we take the path of the Bregoli on the right after 500 meters, which leads toward Casalecchio di Reno until we intersect with the actual Via degli Dei.
Il primo tratto del percorso costeggia il fiume e ci dà la sensazione di essere ancora vicino alla civiltà perché sentiamo in lontananza i rumori dell’autostrada, ma ben presto i clacson e i motori vengono sostituiti dai cinguettii degli uccelli e dai ronzii degli insetti dell’Oasi Naturalistica di San Gherardo.
Dopo circa mezz’ora di cammino ci imbattiamo in un rest area in una piccola vigna, perfetto per riposare un pochino e per fare il pieno d’acqua.
We continue toward Badolo and then head in the direction of Brento, the endpoint of our first stage. Fatigue sets in after a few kilometers, but we are rewarded with vast meadows dotted with a thousand wildflowers and the view from Monte Frate.

In Brento, we are staying at the B&B Da Mara, a cozy farmhouse where Mrs. Mara lives surrounded by her greyhounds, her guard dogs who, with a quick sniff, decide to welcome us.
We have dinner at the Vecchia Trattoria Monte Adone dove, con soli 20€, ci gustiamo un menù completo. Crolliamo nei nostri letti, stanchi ma protetti dai nostri ormai amici levrieri.
GIORNO 2: Brento – Madonna dei Fornelli (26 km)
Il secondo giorno inizia con una ricca colazione e con una breve deviazione. Ieri infatti era troppo tardi per salire ma ci hanno consigliato di non perderci questa perla, e così eccoci, di prima mattina, a percorrere la salita che ci porta sul Monte Adone. La salita è tosta ma di soli 35 minuti e il panorama ne vale la pena: sullo sfondo di torrioni di arenaria modellati per secoli dal vento e dall’acqua, le colline emiliane si stendono fino all’orizzonte.


Recuperiamo gli zaini che avevamo lasciato da Mara e proseguiamo verso il paese di Monzuno dove ci fermiamo per un pranzo leggero e per ricaricare le borracce. Ripartiti e immersi nel bosco, il cammino ci conduce ad un piazzale con un murales un po’ psichedelico: sono gli Venus's Eyes., alle pendici del Monte Venere. Da qui il sentiero è costeggiato da strane opere d’arte che danno al paesaggio un’atmosfera quasi surreale e, continuando il cammino, si arriva alla Piana dei Castagni, un suggestivo bosco dove Bebo, il nostro compagno di viaggio, trova il momento perfetto per… ehm, lasciare un segno personale nella natura!
Exiting the woods, we emerge onto Monte Galletto and cover the last kilometers of the day, crossing a wind farm and going slightly downhill.
È proprio durante questo ultimo tratto che finalmente troviamo Luca da Milano. A Bologna infatti una coppia sulla cinquantina, vedendoci con scarpe da trekking e zaini, ci aveva fermato per chiederci se anche noi stavamo partendo per fare la Via degli Dei. Alla nostra risposta affermativa, ci avevano racontato che anche loro figlio, partito poco prima di noi ma in solitaria, era diretto a Firenze attraverso la Via degli Dei.

Così abbiamo promesso loro che lo avremmo raggiunto e infatti ora che lo troviamo, mandiamo una foto tutti assieme ai suoi genitori. È proprio questo tipo di incontri e connessioni che rendono la Via degli Dei un’esperienza unica, fatta non solo di sentieri, ma di storie lungo il cammino.
We settle into our hostel, the Albergo Ristorante Poli in cui con un’aggiunta di 15€ circa ci gustiamo una cena abbondante, seguita da una partita a Port Royale (gioco da tavolo indispensabile per affrontare un cammino negli appennini).
GIORNO 3: Madonna dei Fornelli – Monte di Fo (32 km)
Il terzo giorno ci accoglie con un tempo uggioso e nebbioso, ma non ci facciamo scoraggiare e, indossati pantaloni lunghi e impermeabili, ci mettiamo in cammino. La nebbia fa sì che il primo della fila non veda l’ultimo e io mi concentro ad osservare i dettagli che ci circondano: rami contorti ricoperti di muschio che sembrano usciti da un libro di Tolkien, ragnatele ricoperte di rugiada che assomigliano ad un centrino di vetro, cespugli di more nerissime.

Dopo circa 3 ore di cammino arriviamo ad una tappa importante del nostro cammino: il confine tra Emilia Romagna e Toscana. Lo segna un semplice paletto di cemento ma per noi è un grande traguardo che ci ricorda l’avventura che stiamo facendo. Fieri di star attraversando li confine ci facciamo una foto e proseguiamo in discesa sulla vecchia strada romana Flaminia militare, originaria del 187 a.C.


Intanto il tempo è migliorato e la Toscana ci accoglie con soleggiate colline ricoperta da prati che ci invogliano a lasciarci rotolare giù. Seguiamo le indicazioni per il Passo della Futa e, arrivati, decidiamo di fare una pausa per riempire le borracce e visitare il Cimitero Germanico, tra i più grandi d’Italia.
We resume our journey and arrive at Monte di Fo, at the Camping Il SergenteThe campsite was quite basic, but after a long day, we were too tired to care. After enjoying a not-so-memorable pizza at the campsite restaurant, we retreated to our bungalow for the night.
GIORNO 4: Monte di Fo – Tagliaferro (32 km)
Partiamo di prima mattina e di buon passo: davanti a noi ci aspetta la tappa più difficile fino ad ora, parecchi chilometri in piano sotto al sole senza nessun riparo e infine la temuta “salita del Trebbio”.


Dopo circa 3 ore di cammino immersi nei cespugli arriviamo al Passo dell’Osteria Bruciata una delle più note ma anche delle più misteriose locande dell’Appennino. Un’antica leggenda narra infatti che l’osteria fosse gestita da degli osti alquanto inquietanti: quando non avevano carne, fermavano i viandanti, li ammazzavano e li davano da mangiare ai clienti del giorno successivo. Due frati scoprirono il segreto dell’osteria e il posto fu dato alle fiamme. Ad oggi rimane solo una pietra con l’incisione dell’Osteria Bruciata e, dopo aver letto la leggenda, non possiamo che esserne
happy
Qui le indicazioni per proseguire sulla via degli dei sono un po’ confuse, ma si deve prendere il sentiero a destra verso Sant’Agata e San Piero a Sieve. Arriviamo a Sant’Agata, un paesino più grande di quelli attraversati fono ad ora e con addirittura un paninaro! Ci riposiamo e riforniamo le borracce mentre gustiamo la tipica schiacciata con la finocchiona. Come ci piace questa Toscana!
Con le borracce belle piene ripartiamo e attraversiamo i campi lungo una strada sterrata battuta dal sole e da alcuni trattori che a volte camminano un po’ con noi. Il tratto è lungo e il sole picchia, ma canticchiamo e scherziamo per tenere il morale alto. In questo tratto sotto al sole non ci sono fontane, solo un cimitero con una pompa per innaffiare i fiori che noi ovviamente sfruttiamo.
Continuiamo fino alla Fortezza Medicea, preparandoci per l’ultimo tratto, il più temuto: la salita del Trebbio. Il morale è alto, affaticati camminiamo a ritmo di musica e la salita procede bene… finché Marta ha un crollo emotivo, dice che è stanchissima, che le fanno male i piedi e che non ce la fa più.
A mali estremi estremi rimedi, e tiriamo fuori la nostra arma segreta: il Chupa Chups alla fragola e panna. Dopo 10 minuti Marta è una persona nuova, cammina spedita davanti a tutti e il suo buonumore torna a splendere.

We witness the miracle and, happy and humming, we reach our B&B Tagliaferro in cui veniamo accolti con una cena deliziosa. Il colpo di scena? La pappa al pomodoro che ci servono è la più buona che abbiamo mai assaggiato!
GIORNO 5: Tagliaferro – Firenze, Piazza della Signoria (34 km)

L’ultimo giorno è carico di emozioni. La nostra avventura sta per finire e tra sorrisi, dolorini alle ginocchia e malinconia ci incamminiamo verso Firenze. Arrivati al convento di Montesenario incontriamo alcuni ragazzi che avevamo incontrato anche in altre tappe. Anche la loro avventura sta per finire e così decidiamo di pranzare vicino al convento tutti assieme per l’ultima volta.
Attraversiamo il Poggio al Pratone e di colpo eccola: dopo 5 giorni di cammino tra gli Appennini scorgiamo Firenze in lontananza. È un’emozione indescrivibile: sei stanco e accaldato, ma anche pieno di orgoglio.
Il cammino ci porta con poca difficoltà a Fiesole, e il paesaggio urbano torna a circondarci. Sembra strano, abituati come siamo ai boschi e ai paesini di montagna. Scendiamo verso Firenze percorrendo l’asfaltata ma panoramica Via Vecchia Fiesolana che ci porta all’entrata delle mura.

Pieni di orgoglio e soddisfazione non possiamo fare a meno di scattare qualche foto in Piazza del Duomo per poi però proseguire verso la fine ufficiale della Via degli Dei: Piazza della Signoria. Siamo sporchi e sudati ma hey, ce l’abbiamo fatta!

Some practical tips for tackling the journey
Se state pensando di intraprendere Via degli Dei, ecco le alcune dritte che vi aiuteranno a godervi ogni passo dell’avventura, assicurandovi di essere pronti a vivere al meglio questa esperienza unica.
• Backpack:: rimanete il più leggeri possibile. L’abbigliamento può essere lavato la sera e lasciato ad asciugare fuori dallo zaino durante il giorno in modo da arrivare alla tappa successiva con tutto pronto per la giornata sucessiva. Non dimenticatevi però una felpa e/o una giacca impermeabile.
• Thermal flask or Camel Bag: ci sono lunghi tratti senza acqua, quindi è importantissimo rimanere idratati.
• Shoes:opt for trekking or athletic shoes, and also bring a pair of flip-flops for the evening. After a long day of walking, your feet will thank you. Our dinner look was consistently made up of socks and flip-flops.
• Tennis Ball:: questa non ve l’aspettavate! È fantastica per massaggiare i piedi e alleviare i crampi.
• Snack: barrette proteiche, sali minerali e qualche caramella (o Chupa Chups) possono fare la differenza nei momenti più duri.
• Blister patches: a must-have.
• Hiking poles: mi sento di consigliarle perché nonostante la giovane età, tutti abbiamo accusato del dolore alle ginocchia alla fine del cammino. Le bacchette possono ovviare a questo problema e personalmente ne ho sentito parecchio la mancanza.
One last suggestion
In tanti mi hanno chiesto se mi fossi allenata prima di partire. Premettendo che tutti noi abbiamo intorno ai 20 anni e che siamo abbastanza sportivi, non ci siamo allenati particolarmente per affrontare questa avventura. Quello che mi sento di consigliare è di fare delle camminate per capire il proprio livello e nel caso organizzare le tappe in in 6 giorni invece che 5.
In generale ascoltate il vostro corpo e non abbiate fretta: Firenze sarà lì ad aspettarvi! Pronti a mettervi in cammino?

Hai già percorso la Via degli Dei o stai pensando di farlo?
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